Le analisi di prima istanza (profilo lipidico, pressione arteriosa ed ECG) sono fondamentali per determinare il rischio cardiovascolare, ma possiamo ottenere dati più precisi dal DNA e dalle cellule.

Oggi è possibile ottenere questi dati con l’innovativa analisi lipidomica degli acidi grassi di membrana e cardiogenetica, proposti da Diagnostica Spire:

  • LIPI CARDIO
  • DNA CARDIO EXPLORER

 

LIPI CARDIO: analisi lipidomica degli acidi grassi di membrana

Cos’è la lipidomica?

La lipidomica studia la composizione degli acidi grassi dell’organismo prendendo in considerazione il comparto maggiormente rappresentativo, ovvero la membrana cellulare.

I grassi sono elementi costitutivi fondamentali per il nostro organismo. Esistono grassi molto diversi tra loro (saturi, monoinsaturi, polinsaturi) e tutti sono indispensabili. E’ importante che nelle cellule ci sia la giusta quantità, ma soprattutto la giusta proporzione.

La composizione e la quantità di acidi grassi saturi, insaturi e polinsaturi incorporati nelle membrane dei globuli rossi rappresenta il marker per eccellenza.

L’analisi lipidomica è un’indagine scientifica molto più approfondita rispetto alle classiche analisi del sangue perché rileva la quantità di tutti e 19 i principali acidi grassi direttamente sulla membrana dei globuli rossi  (omega3, omega6, saturi, monoinsaturi, polinsaturi ecc. ).

Conoscere la proporzione degli acidi grassi del proprio organismo è fondamentale per valutare il rischio cardiovascolare.

Il test

L􀍛analisi cromatografica degli acidi grassi effettata col test Lipi Cardio consente di valutare il livello della loro incorporazione nella membrana degli eritrociti, al fine di mettere a disposizione uno spaccato rappresentativo delle abitudini di vita e del metabolismo del paziente. Molte situazioni sia fisiologiche che patologiche possono indurre scompensi: in questa ottica l’analisi lipidomica risulta essere un importante strumento sia per impostare una strategia correttiva che preventiva.

 

DNA CARDIO EXPLORER

Come per tutte le patologie complesse (o multifattoriali) il rischio cardiovascolare, la probabilità cioè di sviluppare un problema legato all’apparato cardiocircolatorio (infarto, ictus ecc.), è legato a numerosi fattori sia comportamentali (alimentazione, fumo, stile di vita) che genetici. Uno degli obiettivi principali della genetica applicata all’epidemiologia è l’uso di informazioni derivanti dal DNA per identificare il rischio di sviluppare malattie multifattoriali, come la malattia coronarica.

Il rischio genetico non è tuttavia da considerare come un indicatore univoco della probabilità di eventi

cardiovascolari, in quanto è una componente che agisce in modo sinergico con altri fattori di rischio quali familiarità, obesità, altre patologie che aumentano il rischio (es. Diabete di Tipo II), alimentazione e stile di vita.

Il test

Il test valuta questi ambiti metabolici specifici:

  • regolazione della pressione sanguigna
  • metabolismo dei lipidi
  • metilazione
  • ossidazione lipidica
  • infiammazione

Il referto contiene una spiegazione dettagliate del funzionamento degli ambiti metabolici indagati, in relazione alle caratteristiche geni analizzati.

Nel referto sono inoltre riportati suggerimenti nutrizionali che hanno il compito di semplificare la scelta degli alimenti in funzione dell’assetto genetico.